Approdo del 14 agosto 2022 – Cala Batteria – Monopoli

 
 


Vergine madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

  termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

   non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’eterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face

di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,

sua disïanza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre

a chi domanda, ma molte fïate

liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s’aduna

quantunque in creatura è di bontate.

 

Mi rivolgo a te, dolcissima e amata Madre nostra Maria, con le parole che il sommo poeta pone sulle labbra di San Bernardo in quell’accorata supplica che chiude La Divina Commedia, in questa sera tanto attesa qui a Monopoli, momento ricco di luce, dopo i due anni tristi e oscuri durante i quali non abbiamo potuto vivere l’appuntamento di agosto con la rievocazione dell’approdo. In quelle ispirate parole c’è tutto il tuo mistero di creatura chiamata a collaborare con il Creatore nella realizzazione dell’evento della salvezza. Ci sono la tua vocazione e la tua missione. Nel ventre tuo si raccese l’amore, che è quel Bambino che contempliamo tra le tue braccia, e proprio perché il tuo grembo ha preparato il Pane buono e fragrante della vita, sei diventata colei che ha nobilitato l’umana natura. E questo Pane, come Madia preziosa, tu lo custodisci, sempre pronta a donarlo a tutti quelli che vengono a te spinti dai morsi della fame, come lo siamo noi stasera. Abbiamo fame di amore, di pace, di fraternità, di misericordia e Gesù è l’Amore, la Pace, il Fratello, la Misericordia. Dacci allora questo Pane, o Madre, e nutrici di Gesù, Pane vivo, e diverremo anche noi pane di amore, di pace, di fraternità, di misericordia nella storia di ogni giorno.

Riempie di gioia il nostro cuore pensare che tu, nostra Sorella, sei diventata il terreno fertile in cui è germinato il fiore più bello spuntato nella lunga storia dell’umanità, il Signore Gesù. Vergine e Madre, Figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura. Sì, a Dio nulla è impossibile, come ti disse a Nazaret l’Angelo, e in Te gli estremi si compongono in armonia. Infatti, pur essendo Vergine, l’Altissimo ti ha reso Madre mantenendo integra la tua verginità, fecondandoti con il Suo Spirito. Figlia della grande famiglia umana, come ogni altra creatura sei stata creata dal Tuo Figlio, Parola eterna per mezzo del quale tutto è stato fatto (cf Gv 1,3). La tua umiltà, che ti ha portato a riconoscerti la schiava del Signore, non ha potuto trattenere la mano onnipotente del Creatore che ti ha plasmata come la creatura più alta tra tutte, al punto da renderti, redenta dal Tuo Figlio, Immacolata e partecipe da subito della sua vittoria sulla morte, chiamandoti alla gloria in anima e corpo.

Maria, Madonna della Madia, lascia che i nostri occhi ti contemplino con la tenerezza e lo stupore dei figli, attratti dalla bellezza della Madre, accorsi qui certi che intra i mortali se’ di speranza fontana vivace. Quanto bisogno c’è oggi dell’acqua viva della speranza! Ci sembra di camminare sotto una cappa oscura di paura, di sfiducia, di preoccupazioni. Invece di guardarci con occhi di fratelli, lasciamo che prevalga l’indifferenza. All’orizzonte, invece di veder spuntare giorni di luce che gonfiano i cuori di gioia, dandoci il gusto per la vita, si profilano situazioni inumane che rischiano di rendere i nostri cuori cisterne screpolate e la storia un deserto di morte: fame, guerre, lotte di potere, sfaldamento di valori, mancanza di senso civico che porta a non rispettare ciò che appartiene alla collettività, inquinamento e distruzione di ecosistemi provvidenziali per la vita, corsa agli armamenti e rifiuto di dialogo, arrivismo e profitto a tutti i costi, anche percorrendo le strade dell’illegalità. È vero che molti si cimentano nel fare promesse, quasi che bastassero le parole per risolvere le tensioni. Siamo sommersi da tante parole vuote di senso, che finiscono per alimentare la sfiducia. Discorsi che non hanno valore perché non hanno radici sane. Non nascono da cuori sanati dall’odio e cercatori di verità, ma da interessi personali o di parte. Le parole servono se sono presupposto a progetti reali che mirano a costruire un futuro fondato sul bene comune. Ed è quello che speriamo anche per la nostra amata Nazione che si accinge a vivere nelle prossime settimane un tempo ricco di attese.

Madre nostra, che fare dinanzi a questo scenario cupo, che è quasi un’anticamera della morte? Disperarci e lasciar scorrere le cose come se non ci riguardassero, magari puntando il dito sugli altri dicendo che non sanno fare nulla, mentre noi pilatescamente ci laviamo le mani a fronte delle nostre responsabilità? No! Da discepoli del tuo Figlio e da figli tuoi, vogliamo essere testimoni di speranza, in un tempo che sembra non abitato dalla fiducia nel futuro. Per questo veniamo a te, che se’ di speranza fontana vivace e beviamo l’Acqua viva che tu ci dai. È Gesù l’Acqua viva che ci disseta. È Lui la nostra speranza (cf 1Tm 1,1)! Quando c’è Gesù tutto rifiorisce e si passa da morte a vita. Questa verità la vogliamo condividere noi credenti con chi forse anche stasera è qui con noi solo per curiosità o per assistere ad uno spettacolo di turismo religioso. Sì, a tutti voglio dire, a nome Tuo o Madre, che solo Gesù è la nostra speranza e che il Suo Vangelo è scuola di vita per essere seminatori di speranza! Per questo stasera dinanzi alla tua dolce Icona, o Madonna della Madia, noi, che tanto ti amiamo, ci impegniamo a “correre con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento” (Eb 12,2). Vogliamo correre nella vita per portare con Gesù il fuoco dell’amore sulla terra, perché torni ad essere quel giardino meraviglioso uscito dalle mani del Creatore. Questa è la speranza cristiana, che sa vedere il bene, la luce, la fiducia, al di là del limite immediato che si sperimenta.

 

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,

sua disïanza vuol volar sanz’ali.

 

Ci affidiamo a Te, Madonna della Madia, vogliamo volare alto nel cielo della speranza perché tu sei con noi! Amen!

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