Festa Maggiore Terlizzi, omelia del vescovo Domenico – Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi

 
 



Carissimi fratelli e sorelle, oggi per la Comunità cristiana di Terlizzi è una doppia festa: è la Festa della nostra Patrona, la Madonna di Sovereto e, tale gioia, è raddoppiata per il fatto di rivederci insieme, qui, dinanzi alla Santa Vergine Maria, dopo la triste pausa, impostaci dal periodo pandemico. Deo Gratias.

 

Sentiamo a noi vicini, anche coloro che sono lontani: fisicamente, ma anche quanti sono impediti, relegati ai margini della vita sociale o che sono discriminati per una qualsiasi altra ragione. Vorrei, insieme a voi tutti, implorare dal Signore, il dono della pioggia  per i nostri campi, affinché la terra produca i necessari frutti per il sostentamento nostro e dell’intera umanità.

 

“Beato il popolo che appartiene al Signore”, abbiamo ripetuto con il Salmista (Sal 32). Certo, è proprio così: nella misura in cui apparteniamo  e siamo, nel cuore di Dio, che è Padre provvidente, ricco di misericordia, possiamo ritenerci beati. È Dio che si è legato a noi e, ci sente come sua proprietà, “Apparteniamo a Dio”.

Non basta però che noi apparteniamo al Signore. Bisogna che noi, ci domandiamo: il Signore, ci appartiene, è parte della nostra vita, vive ed è presente nella nostra storia?

Egli è la ragione per la quale compiamo delle azioni buone, belle e costruttive? Non poche volte, forse, siamo paragonabili ad una barca in mezzo al mare, senza un punto di riferimento, senza una meta. Così come, non di rado, ci lasciamo condurre da mani poco amorevoli, da avventurieri o da persone che non mirano se non al proprio interesse e tornaconto.

 

Miei cari, nella festa odierna, tramite l’intercessione della Vergine Maria, vogliamo confermare filiale docilità, fiducia e confidenza in Dio. Dobbiamo sentirci fieri di appartenere al Signore. Maria, nel suo Magnificat, racchiude il  segreto della sua grandezza: Lei, ha riconosciuto la sua umiltà e la sua pochezza, quando definisce Dio, l’Onnipotente.

Un’altra bellissima espressione del salmo 32 è quella appena ascoltata: “L’occhio del Signore veglia su chi lo teme” (v. 18)! Sì, nella misura in cui temiamo, ci fidiamo del Signore, davvero viviamo nella serenità e nella pace! Tolto Dio, rimane l’io, ovvero l’idolatria, l’autosufficienza, il delirio della propria libertà senza limiti. Ricordiamo quanto l’Angelo Gabriele disse a Maria: “Su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo” (Lc 1, 35). Ciò sta a significare che soltanto sotto la protezione del Signore siamo al sicuro. L’amore di una mamma e di un papà si manifesta nello sguardo premuroso verso il loro piccolo, che vive sereno, perché sazio dello sguardo di chi gli vuole davvero bene.

 

Il Libro della Sapienza, inoltre, ci ha detto: “Signore, desti al tuo popolo una colonna di fuoco, come guida in un viaggio sconosciuto” (18, 3). Tale guida, possiamo dire, con certezza, oggi, per noi è Maria, nostra madre e modello di fede in Dio!

La venerata immagine della Madonna di Sovereto sarà condotta, solo per fede e devozione, da molti nostri giovani e papà, che ringraziamo di vero cuore, per alcune strade della nostra Città. Accogliamola come nostra madre, con umiltà e gioia. Non basta che siamo in comunione con la mamma, occorre che siamo in buona armonia anche tra noi figli. La comunità cristiana e civica ne dev’essere espressione.

 

Desidero formulare pubblicamente gli auguri più sinceri e disinteressati al neo Sindaco, l’Ing. Michelangelo de Chirico e ai suoi collaboratori, di spendersi e di consumarsi per il bene dell’intera cittadinanza. Altresì, un sincero grazie a coloro che li hanno preceduti nell’arduo compito di amministrare la cosa pubblica.

 

Oggi è la Festa della Madonna, non del carro! Facciamo attenzione al  contenuto, non tanto al contenitore; all’essenziale, più che alla coreografia esteriore.

Lasciamoci attirare dallo sguardo di Maria, sforziamoci di somigliarLe nella fiducia nel Signore, imitiamo la sua sollecitudine di andare verso chi ha bisogno e, mettiamo in pratica la sua esortazione espressa, a Cana di Galilea, ai servi del banchetto nuziale: “Fate ciò che Egli (Gesù) vi dirà” (Gv 2, 5).

 

Auguri a tutta la cittadinanza di Terlizzi. Sia questa, una serena giornata di preghiera, di convivialità e di grande accoglienza dei nostri fratelli e sorelle, venuti per trascorrere alcuni giorni di riposo nella loro terra natia.

 

Raccomandiamo alla Mamma celeste i nostri bambini, i nostri giovani, che sono il futuro della società e della Chiesa. Le nostre famiglie siano veri cenacoli di amore e di virtù, benedette dalla nostra Madonna di Sovereto e così sia.

 

+ Domenico Cornacchia, vescovo

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