Risplende la Regina, Signore, alla tua destra – Diocesi Ugento Santa Maria di Leuca

 
 


Omelia nella Messa della solennità dell’Assunzione di Maria in Cielo
Basilica di Leuca, 15 agosto 2022.

Cari fratelli e sorelle,

vorrei cominciare questa esortazione omiletica nella solennità della assunzione della Vergine Maria al cielo in anima e corpo con una domanda forse insolita, probabilmente anche un po’ provocatoria. Mi piacerebbe domandarvi, e magari ascoltare la vostra risposta: «Secondo voi, dove va il mondo? Dove stiamo andando?».

Celebrare la liturgia non è astrarsi dalla storia, da quella che viviamo tutti i giorni, dalle notizie che sentiamo, dagli eventi, anche quelli tragici, che sono sotto i nostri occhi. D’altra parte, viviamo in un tempo in cui nulla è nascosto e tutto ci è presentato attraverso i mass-media e i social, e credo che ognuno di voi, guardando e considerando quello che avviene nel mondo certamente si domanda: dove stiamo andando? È una domanda carica di angoscia, o almeno di tanta incertezza perché i segni che giungono dalla storia non sono molto rassicuranti.

Certo, siamo nel mese di agosto, dobbiamo pensare giustamente a riposare, a distrarci, però l’impressione è che sotto-sotto, mentre cerchiamo di vivere delle giornate di distensione dentro di noi si affacciano queste domande: Che cosa sta accedendo nel mondo? Le cose del mondo ci vengono proposte quando fa comodo a qualcuno, poi all’improvviso sembrano scomparire. Nei mesi passati non c’era trasmissione che non faceva vedere qualche aspetto della guerra. Ora se ne parla un po’ nei telegiornali, ma di sfuggita, per non turbare la gente che è stanca e desidera risolvere i difficili problemi quotidiani.

Non si tratta solo della guerra in Ucraina, perché ci sono altre guerre di cui non si parla, ma anche di tante altre realtà che ci interrogano: 50 immigranti morti non molto lontano da questi mari, la pandemia, i problemi economici, quelli sociali. Ecco, cari fratelli e sorelle, di fronte a questi eventi ritorna la domanda: dove stiamo andando? Non è una domanda retorica, ma una domanda dolorosa che si agita nel nostro cuore. Qual è l’orientamento della storia nel mondo e anche della nostra vita?

Come risponde la Parola di Dio che abbiamo ascoltato? La liturgia non è un incontro di carattere sociologico, non è un talk show dove ognuno dice la sua, magari gridando senza che si capisca nulla. La liturgia è un avvenimento di grazia, non un evento consolatorio, per dimenticare quello che accade nel mondo. La liturgia dà risposte alle domande che noi ci poniamo. Mi fermo a commentare soltanto la seconda lettura. Essa conferma che ci sono i segni negativi e avvenimenti tragici che ci colpiscono, tragedie che ci sconvolgono. 

All’inizio della seconda lettura, l’apostolo Paolo afferma: «Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti» (1Cor 15,20). Da dove ripartire insomma? Dai fatti tragici? Li dobbiamo nascondere? No! Dobbiamo ripartire dalla risurrezione di Cristo. Occorre compiere una lettura cristologica della storia. 

Con la risurrezione di Gesù è accaduto un evento straordinario, tutto il male è stato vinto. Naturalmente nel percorso della storia ci sono ancora le conseguenze del male che si verificano tra di noi: la guerra, la malattia, la morte, le sofferenze. Ma c’è un germe, un inizio, una nuova ripartenza, un punto da cui l’umanità riparte ed è la risurrezione di Gesù. Egli ha sconfitto tutto il male e progressivamente ci rende partecipi della sua redenzione. Non dobbiamo aspettare altro se non che l’evento Cristo si realizzi in pienezza secondo l’ordine delle cose: «prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza» (1Cor 15,23-24). C’è una conseguenzialità: mentre il mondo è ancora attanagliato dal male con tutta la sua forza e il suo potere, spunta un geme di speranza, di novità, che parte dalla risurrezione di Cristo e coinvolge tutti noi.

Per darci la certezza di questo esito la festa che stiamo celebrando questa mattina, è una limpida testimonianza. La Madonna che è una donna come noi; viveva a Nazareth e faceva tutte le cose che fanno tutte le donne di questo mondo, ma è stata scelta come Madre di Dio e questo ha cambiato radicalmente la sua vita. Nell’Ave Maria la proclamiamo “piena di grazia”, in greco si dice “kecharitoméne” che significa “Dio ti guarda con benevolenza, con amore” perché in te non c’è peccato. Questo è il punto, cari fratelli e sorelle: in Maria la Sacra Scrittura ci offre l’immagine di quello che noi saremo: in lei si è verificata ciò che si deve verificare in ognuno di noi.

La Madonna assunta in cielo è assunta con tutta sé stessa, anima e corpo, con tutta la sua realtà. Se dall’umano viene il peccato, esso viene distrutto, ma la nostra umanità, tutta la dimensione storica della persona umana viene assunta, trasformata e redenta. Questo è il messaggio! 

Nel prefazio leggerò “Maria che sale in cielo” dicendoci l’orientamento, dove dobbiamo andare. Dove dobbiamo andare cari fratelli? Giusto in terra? Volete stare lì belli tranquilli? Purtroppo, però, oggi molti lo affermano. La cultura di oggi è una cultura di morte e ci dice: “Senti fratello caro, accontentati, questa è la vita, prendi quello che c’è, prendilo subito senza aspettare, tutto passa. Ecco, è questa la destinazione nostra? Volete questo voi? Potete anche volerlo! Non è obbligatorio credere! Ognuno è libero! Volete accogliere questa mentalità? Accoglietela! Accontentatevi quindi!

Ma c’è un senso di insoddisfazione nel nostro mondo nonostante quello che abbiamo. Abbiamo tante cose! In precedenza c’era molta povertà, ma erano un po’ più felici. Noi abbiamo tutto, o quasi tutto, e siamo insoddisfatti!

La Madonna assunta in cielo dice: “Fratello caro, sorella cara, non è la morte la destinazione ultima della tua vita! Si, ci sarà la morte, la tomba, la corruzione! Ma guarda me, dove sono andata a finire!”. La morte di Maria è una specie di riposo. La teologia ortodossa definisce parla di “dormizione”. La Madonna di è addormentata e questo addormentarsi è un abbandonarsi nelle mani di Dio che la porta con sé, non la lascia marcire. Per questo abbiamo ripetuto nel ritornello del salmo responsoriale: “Risplende la regina, Signore, alla tua destra”. Che bello! “Il re si è invaghito della tua bellezza”. Pensate a questa immagine, Dio che dice alla Madonna: “Quanto sei bella, vieni con me” E poi il salmo continua, “Dietro di lei, in corteo di vergini, sue compagne – cioè tutti quanti noi, dietro alla Madonna – condotte in gioia ed esultanza sono presentate nel palazzo del re.”

Ecco, dove va la storia! Sta a noi scegliere: andare a marcire nella tomba o a godere nel palazzo del re? 

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