Siate originali e non fotocopie – Diocesi Ugento Santa Maria di Leuca

 
 


Risposta alle domande degli studenti rivoltemi a seguito del mio messaggio

Cari giovani studenti,

vi ringrazio per avermi fatto pervenire alcune vostre considerazioni al messaggio che vi ho inviato in apertura dell’anno scolastico. L’ho scritto pensandovi con affetto, consapevole del momento particolarmente difficile che state attraversando, non solo dal punto di vista sociale, ma soprattutto personale.

Nelle vostre risposte mi pare di cogliere da un lato l’ebbrezza tipica di chi coltiva grandi ideali, e dall’altro la fragilità e i timori legati all’esperienza della crescita che pone davanti delle sfide da affrontare per poter maturare.

L’adolescenza è un tempo affascinante e nello stesso tempo impegnativo, perché vi mette progressivamente di fronte a delle scelte dalle quali dipende la vostra vita. Penso che stia proprio qui l’origine di tanto disagio che a volte percepite, specialmente quando queste scelte rischiano di essere affrontate con apatia e superficialità, lasciandosi guidare dalle mode o dalle scorciatoie apparentemente più facili.

Nel mio messaggio ho utilizzato la metafora dell’opera d’arte, che ha colpito molti di voi, perché sono convinto che ciascuno ha in sé le risorse necessarie per fare della propria vita un’opera meravigliosa.

A tal proposito vorrei esplicitare le caratteristiche di quella metafora riassumendole in cinque parole, che vorrei sottoporre a una vostra ulteriore riflessione, perché possano accompagnarvi nella dinamica della vostra crescita.

Creatività. Significa generare qualcosa che prima non c’era. La nostra mente è come un laboratorio, sollecitato dalle situazioni esistenziali, che genera idee nuove. La capacità creativa è sostanzialmente innata in ciascuno di noi, ma cresce e si sviluppa attraverso la scuola, il lavoro, le diverse attività ludiche e sportive, soprattutto il confronto con la natura e con gli altri esseri umani. È una forza interiore che ci permette di trasformare la realtà, di cogliere e valorizzare gli elementi positivi presenti anche nelle situazioni più complicate per affrontarle e superarle, senza arrendersi e desistere di fronte alle difficoltà.

Coraggio di osare. È la spinta interiore che permette di realizzare cose che, in un primo tempo, possono sembrare impossibili. Penso a tante opere architettoniche che sembrano sfidare la forza di gravità, grattacieli progettati per proiettarsi sempre più in alto e in forme apparentemente del tutto improbabili. Il coraggio di osare si sposa con una visione della vita che tende a superare i limiti imposti dalla realtà, e pertanto permette di compiere opere straordinarie, che suscitano in chi le guarda stupore e meraviglia. La vita, a volte, sembra imporci limiti e sfide insuperabili. Il coraggio di osare non si arresta neanche di fronte all’impossibile.

Perseveranza. È l’attitudine a portare a termine l’opera iniziata. La storia ci ha consegnato delle opere d’arte incompiute, che portano in sé l’importanza della firma dell’artista ma che non sprigionano tutta la bellezza di cui sono solo “inizio”. Penso ad esempio alla “Pietà Rondanini” di Michelangelo o alla “Decima sinfonia” di Beethoven. Quelle magnifiche opere rimasero incompiute a causa della morte degli artisti, ma anche questo deve farci riflettere, in quanto nessuno di noi è padrone del proprio tempo. La perseveranza ci permette di portare a compimento l’opera d’arte della nostra vita, sul fondamento di propositi e virtù umane e cristiane che non cedono agli umori passeggeri o a pigrizie e negligenze. La perseveranza non ha a che fare necessariamente con i tempi lunghi, in quanto ci spinge a vivere bene ogni momento presente e a non sciupare nulla del tempo che abbiamo a disposizione. Penso alla meravigliosa vita del beato Carlo Acutis, un vostro coetaneo morto nel 2006 a soli 15 anni, che è stato un modello di amore e di perseveranza. Vi invito a conoscerlo meglio, tramite internet di cui è stato proclamato patrono.

Gratuità. Questa parola ci rimanda allo “scopo” di ogni opera d’arte. Nell’immediato, l’artista non pensa a quanto possa guadagnare dalla sua opera, ma segue un impulso interiore a creare, ad esprimere un’idea, a realizzare un progetto. Il suo scopo è generare stupore, appagamento, riflessione, senza preoccuparsi innanzitutto della ricompensa e dei soldi. Lo scopo della nostra vita non consiste nell’accrescere la ricchezza materiale, ma a raggiungere una vera e appagante felicità. Vi esorto a contrastare la mentalità dilagante che mercifica tutto, che dà un prezzo ad ogni cosa, anche alle relazioni personali, mortificando la bellezza del dono e l’importanza del servizio gratuito.

Originalità. Infine vi consegno quest’ultima parola. Ogni artista crea qualcosa che prima non esisteva, e pertanto ogni opera d’arte si caratterizza per essere unica e irripetibile. Originalità è anche sinonimo di autenticità, il contrario della contraffazione e della manipolazione. Originale è un’opera che non è stata “toccata” da altri se non dall’autore che l’ha prodotta. Essere originali significa valorizzare la propria unicità, non cedere alla tentazione di imitare gli altri per sentirsi importanti, non farsi manipolare dalle mode e dai pensieri dominanti. Pensate attentamente al motto di Carlo Acutis: «Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie». Considerando il conformismo prevalente del nostro tempo, l’ossessione per la moda, l’omologazione e l’adattamento alla società di massa e alla paura di essere giudicati dagli altri, ci rendiamo conto della notevole rilevanza che hanno queste parole.

Concludendo, cari giovani, vi invito a non aver fretta di crescere per sentirvi subito grandi, ma ad assaporate tutte le tappe della vostra esistenza vivendole in pienezza e in verità, con gradualità e impegno. Un artista non si improvvisa, ma si prepara giorno dopo giorno, con lo studio e l’esperienza. Coltivate la vostra interiorità, rielaborando in maniera originale quanto assumente dalla natura e dall’ambiente culturale e sociale. Considerate la famiglia, la società, la Chiesa, non come ambienti che vi condizionano, ma come opportunità per ricevere aiuti e stimoli per la vostra crescita e per la formazione della vostra identità personale, unica e irripetibile. Ripeto: siate artisti della vostra vita!

Vi accompagno in questa vostra stupenda impresa con il mio affetto e la mia preghiera.

Ugento, 18 ottobre 2022.

Il vostro Vescovo

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