“L’inverno demografico è gravissimo, rimettere al centro la famiglia fondata sul matrimonio” — Arcidiocesi Bari-Bitonto

 
 


“Questo inverno demografico è grave, per favore state attenti, è gravissimo!”. Lo ha esclamato a braccio il Papa, mettendo l’accento “sulla carenza di nascite in Europa e soprattutto in Italia”. “Un’Europa che invecchia, che non è generativa è un’Europa che non può permettersi di parlare di sostenibilità e fa sempre più fatica a essere solidale”, l’analisi di Francesco durante l’udienza concessa ai membri delle Associazioni Familiari cattoliche in Europa: “Non si può parlare di sviluppo sostenibile senza una solidarietà fra le generazioni, e questa solidarietà presuppone un equilibrio; ma proprio questo equilibrio manca oggi nella nostra Europa”. “Le politiche familiari non vanno considerate come strumenti del potere degli Stati, ma sono fondate in primis nell’interesse delle famiglie stesse”, ha affermato il Papa, secondo il quale “gli Stati hanno il compito di eliminare gli ostacoli alla generatività delle famiglie e di riconoscere che la famiglia costituisce un bene comune da premiare, con delle naturali conseguenze positive per tutti”. “Purtroppo in questo momento l’Europa, e direi specialmente le famiglie in Europa, vivono un momento che per molte è tragico e per tutte è drammatico a causa della guerra in Ucraina”, l’esordio di Francesco:

“Madri e padri, al di là della loro nazionalità, non vogliono la guerra. La famiglia è la scuola della pace”,

ha detto il Papa associandosi alla dichiarazione delle Associazioni. “Le famiglie e le reti di famiglie sono state e sono in prima linea nell’accoglienza dei rifugiati, specialmente in Lituania, Polonia e Ungheria”, l’omaggio di Francesco: “Nel vostro impegno quotidiano per le famiglie, voi svolgete un duplice servizio: portate la loro voce presso le istituzioni europee e lavorate per formare reti di famiglie in tutta Europa. Questa missione è in piena consonanza con il percorso sinodale che stiamo vivendo, per fare sì che la Chiesa diventi più famiglia di famiglie”.

“Il fatto di avere figli non deve mai essere considerato una mancanza di responsabilità nei confronti del creato o delle sue risorse naturali”,

l’obiezione del Papa:

“il concetto di ‘impronta ecologica’ non può essere applicato ai bambini,

poiché essi sono una risorsa indispensabile per il futuro. Vanno invece affrontati il consumismo e l’individualismo, guardando alle famiglie come il miglior esempio di ottimizzazione delle risorse”. “La piaga della pornografia, diffusa ormai ovunque tramite la rete, va denunciata come un attacco permanente alla dignità dell’uomo e della donna”, ha denunciato inoltre Francesco: “Si tratta non soltanto di proteggere i bambini – compito urgente delle autorità e di noi tutti –, ma anche di

dichiarare la pornografia come una minaccia per la salute pubblica”.

“Sarebbe una grave illusione pensare che una società in cui il consumo abnorme del sesso nella rete dilaga fra gli adulti sia poi capace di proteggere efficacemente i minori”, ha affermato Francesco, sottolineando che “le reti di famiglie, in cooperazione con la scuola e le comunità locali, sono fondamentali per prevenire e combattere questa piaga, sanando le ferite di chi è nel vortice della dipendenza”.

Altra “pratica inumana e sempre più diffusa” da stigmatizzare, quella dell’utero in affitto, dove “le donne, quasi sempre povere, sono sfruttate, e i bambini sono trattati come merce”.

La pandemia, infine, “ha messo in luce un’altra pandemia, più nascosta, di cui si parla poco: la pandemia della solitudine”: “Se molte famiglie si sono riscoperte come Chiese domestiche, è vero anche che troppe famiglie hanno fatto esperienza di solitudine, e la loro relazione con i Sacramenti si è fatta spesso meramente virtuale. Le reti di famiglie sono un antidoto alla solitudine. Esse infatti, per loro natura, sono chiamate a non lasciare nessuno indietro, in comunione con i pastori e le Chiese locali”.

“La famiglia fondata sul matrimonio è al centro”,

ha concluso il Papa: “È la prima cellula delle nostre comunità e dev’essere riconosciuta come tale, nella sua funzione generativa, unica e irrinunciabile. Non perché sia un’entità ideale e perfetta, non perché sia un modello ideologico, ma perché rappresenta il luogo naturale delle prime relazioni e della generazione”. “Quando la famiglia accoglie e va incontro agli altri, specialmente ai poveri e agli abbandonati, è simbolo, testimonianza, partecipazione della maternità della Chiesa”, ha garantito Francesco.

M.Michela Nicolais

© www.agensir.it, venerdì 10 giugno 2022

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