Mons. Felice di Molfetta

 
 

Felice di Molfetta (Terlizzi, 7 aprile 1940)

 

Il 29 giugno 1966 fu ordinato sacerdote per la diocesi di Terlizzi. Ha conseguito la laurea in teologia alla Pontificia Università Lateranense e la licenza in teologia liturgica presso il Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo. Nel 1966 fu nominato vice-rettore del seminario diocesano, per diventarne rettore nel 1976 e fino al 1986.

Il 29 aprile 2000 fu nominato vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano e fu consacrato vescovo il 1º luglio dello stesso anno. Sempre nel 2000 divenne segretario della Commissione Episcopale per la Liturgia della Conferenza episcopale italiana. Al termine del suo mandato quinquennale, nel 2005 è divenuto presidente della stessa commissione.

Nel 2005, conclusa la visita pastorale alla diocesi, ha dato il via ai lavori di restauro della chiesa madre di Cerignola e all’istituzione di un museo diocesano ad Ascoli Satriano.

La sua posizione in materia liturgica è di piena condivisione della riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, con un’esplicita preclusione nei confronti della forma extraordinaria del rito romano.[1] Tuttavia, ammette con decisione che dalla presentazione dell’eucaristia in dimensione conviviale a danno della dimensione sacrificale derivano gli abusi liturgici delle celebrazioni e ritiene che la dimensione conviviale sia secondaria rispetto a quella sacrificale.[2]

Il 23 luglio 2009, a conclusione del processo diocesano, ha inviato alla Congregazione per le Cause dei Santi la positio del servo di Dio don Antonio Palladino, che ha spesso indicato ai suoi sacerdoti come modello da imitare.[3]