politica anti denatalità — Arcidiocesi Bari-Bitonto

 
 


Non c’è più tempo, bisogna fare in fretta. Perché l’inverno demografico sta già facendo sentire tutto il suo freddo e l’orizzonte che si rischia di avere davanti – se non si inverte la rotta – è il crollo del Pil, del welfare, del sistema sanitario gratuito così come lo conosciamo oggi. Insomma del futuro dell’Italia. Occorre perciò avere la volontà politica di «fare politiche familiari serie», darsi «un obiettivo di lungo periodo chiaro e condiviso. Senza scorciatoie. Non si può andare avanti con lo spontaneismo che ci ha contraddistinto sinora. C’è solo la semina di chi sa che non raccoglierà i frutti».

Il discorso – per sua stessa ammissione - è pressoché lo stesso. Quello che il presidente del Forum delle Associazioni familiari Gigi De Palo fa da anni, anche se a non essere la stessa è la situazione delle famiglie, che continua a peggiorare così come i dati della natalità. Un appello che si aggiunge anche alle richieste per il governo del presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, di non perseguire «l’immediatezza» del bonus, ma la visione del «bonum». Basta pensare che lo scorso anno si è persa una città come Bari e l’anno prima – complice il Covid, una come Firenze. Ecco perché la proposta che il Forum riunito in assemblea nazionale fa al nuovo governo, alla presenza del presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, e della ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, è di avere un commissario alla natalità che lavori in sinergia con il governo e i ministeri competenti, un fisco più equo che tenga conto della composizione familiare, l'abolizione dell'Isee, l'aumento dell'assegno unico, il quoziente familiare.

Insomma immaginare un impianto più complesso e completo sulle politiche familiari, che non possono esaurirsi con «gli asili nido e qualche progettino qua e là», dice De Palo, magari rimettendo mano al Pnrr dove il tema natalità praticamente è assente, se non un accenno nel capitolo sei, mentre servirebbe «un capitolo intero, un piano per la natalità». Basterebbe, ad esempio, guardare a ciò che hanno fatto Paesi a noi vicini come Francia e Germania – suggerisce ancora De Palo - «che hanno capito che la vera ricchezza sono le persone, sono le famiglie. Hanno capito che mettere soldi sulla natalità non è un costo, ma un investimento».

La verità infatti è che «è la famiglia stessa che chiede al governo di essere al centro delle politiche. È la famiglia che dà e che chiede risposte. Senza di essa tutte le crisi sarebbero ancora più drammatiche», sottolinea il presidente della Cei Matteo Zuppi, aggiungendo che «il tema della natalità è uno dei più urgenti da affrontare e anche quello della fragilità e delle persone anziane. E poi c’è la stabilità, perché non c’è natalità se c’è precariato. Anche una politica della casa, che possa offrire una possibilità a chi vuole costruire il proprio futuro, come accaduto negli anni Sessanta».

Anche perché «c’è fretta, l'insistenza del Forum delle associazioni familiari dimostra che si può diventare rilevanti». L'attuale governo farà proprio il tema della famiglia e della natalità, al quale - ricorda l’arcivescovo di Bologna, va tolta «la ideologizzazione e la strumentalizzazione». Ci sono difatti dei temi - ha aggiunto il cardinale Zuppi - che «se li mettiamo nel grande bazar della politichetta, dell’incasso immediato perdiamo il lungo respiro. No bonus ma bonum, serve il bonum, il bene, insomma la visione, non la risposta nell’immediatezza e basta».

Ad ascoltare le richieste al nuovo esecutivo proprio la ministra Eugenia Roccella che, confermando innanzitutto che non verrà toccata la 194 ma verranno aiutate le madri in difficoltà, ammette anche come sulla famiglia «in questi anni c’è stato qualche risultato, ma non grandissimi risultati». L’impegno, perciò, adesso è che come governo «cominceremo subito a occuparci del tema delle famiglie. Il primo segnale è stato ripristinare il bonus per le ville unifamiliari, dove abbiamo inserito un piccolo quoziente familiare. Un provvedimento minimo, ma per far capire il metodo che vogliamo seguire».

Si proseguirà con importanti interventi come il miglioramento dell’assegno unico, che «nella sua formulazione attuale penalizza paradossalmente proprio le famiglie più numerose, piuttosto maltrattate», dice. Per questo è stato già convocato per il 29 novembre l’Osservatorio per l’assegno unico, per adeguare alle reali esigenze delle famiglie italiane questo strumento e correggere «le storture di un provvedimento buono».

La famiglia non sarà solo «una questione del mio ministero - aggiunge Roccella -. Vogliamo arrivare a una politica vasta». Tuttavia, conclude, per fronteggiare la denatalità «serve uno sforzo comune, di coordinamento tra tutti i ministeri, accanto alla partecipazione attiva di tutti i soggetti in campo e dell’intera comunità».

Alessia Guerrieri

© Avvenire, sabato 12 novembre 2022

clic qui per l'articolo sul sito diocesano