“Ri-educhiamoci alla sobrietà” — Arcidiocesi Bari-Bitonto

 
 


Bari, S. Natale 2022

 

Care Amiche ed Amici,

vogliamo condividere con voi alcune brevi riflessioni sulle imminenti festività.

Le luci nelle strade, la dolce musica in sottofondo, le risate tra amici, i discorsi dei bambini nelle piazze: sta arrivando il Natale! Quest’anno, però, l’atmosfera sembra essere un po’ meno calda, un  po’ meno gioiosa.

Il caro energia e i conflitti europei ci stanno toccando da vicino. Seppur con qualche piccola variazione sul tema, molti sono già corsi ai ripari varando un vero e proprio piano di contenimento dei consumi attraverso la riduzione significativa dell’uso degli elettrodomestici, azioni molto semplici per la limitazione dell’utilizzo del gas, impiego di luci a led a basso consumo.

Tutto ciò sarà sufficiente per far fronte al caro energia? Forse no. Una cosa però sembra ormai certa: nel  Tempo di Avvento che ci apprestiamo a vivere è necessario porre in atto azioni e trasformazioni per promuovere un periodo di attesa più sobrio, anticonsumistico, nell’ascolto e nel rispetto del prossimo maggiormente in difficoltà.

Le parole del Pontefice nell’enciclica Laudato si’, al n. 203, ci offrono un’efficace definizione del consumismo: «Dal momento che il mercato tende a creare un meccanismo consumistico compulsivo per piazzare i suoi prodotti, le persone finiscono con l’essere travolte dal vortice degli acquisti e delle spese superflue» E ancora: «Più il cuore della persona è vuoto, più ha bisogno di oggetti da comprare, possedere, consumare. In quest’orizzonte non esiste più neanche un vero bene comune».

Viviamo nella società dello scarto. Poco dopo aver acquistato un prodotto lo buttiamo e ciò ha almeno due conseguenze: ci riempiamo la casa di cose inutili e produciamo una grande quantità di rifiuti.

Ma è davvero questo ciò che serve per vivere il Natale? La risposta è ovviamente “No”.

Come cristiani siamo chiamati ad attendere la venuta della vera luce che è Gesù, accogliendo gli insegnamenti della Laudato Si’ e costruendo insieme nuovi stili di vita!

Azioni e trasformazioni, come chiede Papa Francesco, per un altro mondo possibile. Rispetto al passato c’è ormai una profonda frattura, una linea netta che ha diviso questo tempo recente della nostra vita: la pandemia. Forse non ne siamo ancora appieno consapevoli, ma la pandemia ha dimostrato che non abbiamo altra soluzione al modificare radicalmente i nostri stili di vita, a cambiare il mondo attraverso un nuovo rapporto con le persone, con le cose, con la natura e …con noi stessi!

«Ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società» scrive ancora il Papa, al n. 205.

Non bisogna diventare eroi, ma cittadini responsabili e solidali e cristiani autentici nella vita di tutti i giorni. Vita che è fatta di diverse dimensioni, tante azioni, continue scelte quotidiane.

L’esperienza di ognuno di noi dimostra che il piacere legato al consumismo è un piacere fugace, dura l’attimo della novità e poi subentra la noia. È un consumo che ci consuma. La nuova dimensione che siamo chiamati a vivere è quella di diventare consumatori critici, e questo vuol dire, per esempio: pensare se un prodotto è realmente utile e necessario; scegliere prodotti che rispettano l’ambiente e il risparmio energetico; preferire prodotti a chilometro zero; informarsi sul comportamento etico dei produttori (diritti dei lavoratori, lavoro minorile, inquinamento); imboccare la via della sobrietà nell'uso delle risorse, anche attraverso scambi senza denaro, fondati sul dono e sulla reciprocità; fattori che creano solidarietà, felicità, comunità.

Consumare meno, consumare meglio, è ancora l’invito del Pontefice. Non dobbiamo scoraggiarci pensando che il comportamento del singolo non abbia nessuna influenza sui cambiamenti. Dobbiamo piuttosto agire a livello personale e familiare mediante scelte quotidiane che ci mettono in gioco direttamente. Con decisioni piccole o grandi che hanno un effetto sulla comunità e che portano a fare rete per unire forze e creare sinergie.

Nel tempo di Natale siamo anche invitati a riflettere sull’inaccettabile peso dello spreco alimentare per sottolineare l’importanza di sviluppare la nostra coscienza, affinché l’alimentazione sana e sostenibile diventi un diritto fondamentale per tutti gli abitanti della terra. Soprattutto oggi, in quanto le disparità alimentari mondiali sono aumentate come conseguenza dell’emergenza pandemica e sono peggiorate a causa del conflitto fra Russia e Ucraina.

Ri-educhiamoci alla sobrietà, a vivere bene pur disponendo di meno.

Il Natale è un momento straordinario in cui possiamo rimettere ordine nelle nostre priorità e porre in primo piano le persone, mettendo i beni nella giusta prospettiva e cioè al secondo posto. Pensiamo al Tempo Natalizio come momento propizio per avviare relazioni che alimentino la bellezza dello stare insieme, incontrare le persone sole, tornare a vivere le celebrazioni liturgiche in presenza. E come cittadini del mondo, preservare quel clima che ci riporti al senso profondo del Natale addobbando le nostre case e le vie cittadine con decorazioni alternative che rimandino ad uno spirito sobrio e all’essenzialità.

Perché Natale è la venuta del Signore: ripartiamo da qui e costruiamo insieme i presupposti per un mondo di pace e speranza per noi e per le nostre comunità.

Buon Natale!

Tavolo Diocesano Laudato Si’

Servizio Diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro

clic qui per l'articolo sul sito diocesano